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  • Tana per terrario: come scegliere il rifugio ideale per rettili e anfibi

    Tana per terrario: come scegliere il rifugio ideale per rettili e anfibi

    Quando si progetta un terrario, è naturale concentrarsi su illuminazione, riscaldamento e arredamento. C’è però un elemento che, più di molti altri, influisce sul benessere quotidiano dell’animale: la tana.

    Per la maggior parte dei rettili e per molti anfibi, il rifugio non è un semplice accessorio, ma un luogo in cui riposare, sentirsi al sicuro e trovare le condizioni ambientali più adatte alle proprie esigenze.

    Scegliere la tana per terrario più adatta significa considerare diversi aspetti: la specie allevata, le dimensioni dell’animale, il tipo di allestimento e il comportamento che si osserva nel tempo. Non esiste infatti una soluzione valida per tutti: un pitone reale utilizza il rifugio in modo diverso rispetto a un geco leopardino, così come un anfibio tropicale ha esigenze differenti da una pogona.

    In questa guida vedremo come scegliere una tana per rettili in modo consapevole, quando può essere utile una tana umida, perché spesso è consigliabile predisporre più di un rifugio e quali errori è meglio evitare durante l’allestimento del terrario.

    Indice

    Perché la tana è fondamentale nel terrario

    In natura, molti rettili trascorrono gran parte della giornata nascosti sotto rocce, tronchi, cortecce o all’interno di cavità naturali. Questi rifugi li proteggono dai predatori, dalle condizioni climatiche più estreme e permettono loro di riposare in un ambiente più stabile.

    Anche in terrario questo comportamento rimane invariato. Sebbene non debbano difendersi da predatori, la possibilità di nascondersi continua a rappresentare un’esigenza naturale.

    Una tana ben scelta contribuisce quindi a creare un ambiente più equilibrato, nel quale l’animale può esprimere comportamenti naturali e gestire con maggiore tranquillità le diverse fasi della giornata.

    Sicurezza e riduzione dello stress

    Per molte specie il rifugio rappresenta il punto più sicuro del terrario.

    Potersi nascondere quando percepiscono movimenti, rumori o semplicemente durante le ore di riposo contribuisce a ridurre lo stress e rende l’animale generalmente più tranquillo anche quando è attivo.

    Al contrario, un terrario completamente aperto e privo di nascondigli può indurre alcune specie a rimanere costantemente in allerta o a cercare rifugi improvvisati sotto arredi e decorazioni.

    Un aiuto nella termoregolazione

    Oltre a offrire protezione, la tana permette al rettile di sfruttare il gradiente termico del terrario senza rinunciare a sentirsi al sicuro.

    Per questo motivo, nella maggior parte degli allestimenti è consigliabile predisporre almeno un rifugio nella zona calda e uno nella zona fredda. In questo modo l’animale può scegliere la temperatura più adatta alle proprie esigenze senza dover rimanere esposto.

    Naturalmente, affinché il gradiente termico sia efficace, è importante che la temperatura venga gestita correttamente tramite un termostato, abbinato al sistema di riscaldamento più adatto, come tappetini riscaldanti o lampade riscaldanti, in base alla specie allevata.

    Perché inserire una tana? Beneficio
    Offre un rifugio sicuro Aiuta il rettile a sentirsi protetto e a ridurre lo stress.
    Favorisce il comportamento naturale Riproduce i nascondigli utilizzati in natura.
    Aiuta la termoregolazione Permette di scegliere la temperatura ideale senza rinunciare alla sicurezza.
    Migliora il benessere generale Contribuisce a creare un terrario più funzionale e naturale.

    Come scegliere la tana giusta

    Non tutte le tane sono uguali e non esiste un modello adatto a ogni specie. Più che cercare la tana “migliore”, è importante individuare quella più adatta all’animale che ospiterà.

    Le caratteristiche da valutare sono poche, ma fanno davvero la differenza.

    Dimensioni

    La tana dovrebbe permettere al rettile di entrare, girarsi e riposare comodamente, senza risultare eccessivamente spaziosa.

    Un rifugio troppo piccolo rischia di non essere utilizzato, mentre uno troppo grande potrebbe offrire una minore sensazione di protezione ad alcune specie.

    Quando si sceglie la misura, è bene considerare non solo le dimensioni attuali dell’animale, ma anche la sua crescita futura, soprattutto nelle specie che aumentano rapidamente di taglia.

    Forma e altezza

    Anche la forma della tana influisce sul modo in cui viene utilizzata.

    Alcuni serpenti, come il pitone reale, sembrano preferire rifugi bassi e raccolti, nei quali riescono a rimanere completamente contenuti. Altre specie possono invece utilizzare senza problemi tane leggermente più alte o con un ingresso più ampio.

    Più che seguire una regola assoluta, è utile scegliere una tana che rispecchi il comportamento naturale della specie allevata.

    Apertura

    Spesso ci si concentra solo sulle dimensioni esterne della tana, trascurando un dettaglio importante: l’ingresso.

    Molti gechi leopardini, ad esempio, utilizzano volentieri rifugi con un’apertura abbastanza ampia da permettere di osservare l’esterno pur rimanendo nascosti. Al contrario, alcune specie più riservate possono preferire ingressi più raccolti.

    Materiali

    Le tane possono essere realizzate in resina, plastica, ceramica o materiali naturali come il sughero.

    La scelta dipende soprattutto dal tipo di terrario che si desidera realizzare.

    Le tane in resina o plastica sono generalmente facili da pulire e molto pratiche, mentre elementi naturali come il sughero si integrano perfettamente negli allestimenti bioattivi e naturalistici.

    Facilità di pulizia

    Un aspetto spesso sottovalutato è la manutenzione.

    La tana dovrebbe poter essere rimossa e pulita facilmente durante la normale gestione del terrario. Materiali lisci e resistenti semplificano notevolmente le operazioni di igienizzazione, soprattutto nelle specie che utilizzano il rifugio quotidianamente.

    Quale tana scegliere in base alla specie

    Ogni rettile utilizza il rifugio in modo diverso. Alcune specie trascorrono gran parte della giornata nascoste, altre lo utilizzano principalmente per riposare o durante particolari momenti, come la muta.

    Per questo motivo, quando si sceglie una tana per rettili, è sempre utile partire dalle abitudini della specie allevata piuttosto che dal solo aspetto estetico.

    La tabella seguente raccoglie alcune indicazioni generali che possono aiutare nella scelta del rifugio più adatto.

    Specie Indicazioni generali
    Geco leopardino Molti esemplari utilizzano volentieri tane con un ingresso abbastanza ampio da permettere di osservare l’esterno. Nell’allestimento è generalmente presente anche una tana umida.
    Pitone reale Tende a preferire rifugi bassi e raccolti, sufficientemente larghi da permettergli di raggomitolarsi completamente senza risultare troppo spaziosi.
    Serpente del grano Utilizza spesso sia il rifugio nella zona calda sia quello nella zona fredda. La tana dovrebbe essere stabile e adeguata alla crescita dell’animale.
    Boa Con l’aumentare delle dimensioni può essere necessario sostituire progressivamente il rifugio. È importante che la tana rimanga proporzionata all’animale.
    Pogona Utilizza la tana soprattutto come zona d’ombra e di riposo. L’ingresso dovrebbe consentire movimenti agevoli.
    Geco crestato Oltre alle tane tradizionali può utilizzare cavità naturali, cortecce e rifugi posizionati tra i rami.
    Anfibi Molte specie sfruttano rifugi creati da cortecce, muschi e vegetazione, dove trovano un microclima più umido e riparato.

    Le indicazioni riportate sono linee guida generali. Le esigenze possono variare in base alla specie, all’età, al singolo esemplare e al tipo di allestimento.

    Una tana o due?

    Una domanda ricorrente riguarda il numero di rifugi da inserire nel terrario.

    Nella maggior parte degli allestimenti, predisporre due tane rappresenta una buona pratica, perché permette al rettile di sfruttare il gradiente termico senza rinunciare alla sicurezza del proprio rifugio.

    In pratica, l’animale può scegliere se sostare nella zona più calda o in quella fredda continuando a sentirsi protetto.

    Naturalmente non si tratta di una regola valida per ogni specie o per qualsiasi terrario, ma di una soluzione che spesso contribuisce a rendere l’ambiente più funzionale.

    Zona del terrario Funzione
    Zona calda Permette di riposare mantenendo una temperatura più elevata.
    Zona fredda Offre un rifugio nelle ore in cui l’animale ricerca temperature inferiori.

    Un errore abbastanza comune è posizionare l’unica tana disponibile esclusivamente nella zona calda. In questo modo il rettile potrebbe essere costretto a scegliere tra la temperatura ideale e la sicurezza del rifugio.

    Quando utilizzare una tana umida

    La tana umida non è necessaria in tutti i terrari, ma in alcune situazioni può rappresentare un valido supporto.

    Il suo scopo è creare un microclima con un’umidità superiore rispetto al resto dell’allestimento, offrendo all’animale la possibilità di utilizzarlo quando ne sente la necessità.

    È particolarmente apprezzata durante la muta da molte specie, tra cui il geco leopardino, e può risultare utile anche per alcuni serpenti allevati in ambienti relativamente secchi.

    Nelle specie tropicali, invece, una zona con maggiore umidità può contribuire a riprodurre condizioni più vicine a quelle dell’habitat naturale.

    Per mantenere il giusto livello di umidità, la tana viene generalmente riempita con materiali in grado di trattenere l’acqua, come sfagno o fibra di cocco, mantenuti umidi ma non fradici.

    Dove posizionare la tana umida?

    Non esiste una posizione valida per tutti gli allestimenti.

    In molti terrari viene collocata nella zona intermedia o leggermente calda, dove l’umidità tende a mantenersi più stabile senza asciugarsi troppo rapidamente.

    La scelta dipende comunque dalla specie allevata e dalle condizioni del terrario. Per questo motivo è sempre consigliabile verificare temperatura e umidità con strumenti affidabili, evitando di basarsi esclusivamente sulla percezione.

    7 errori da evitare quando scegli una tana per il terrario

    Anche una tana adatta alla specie può risultare poco efficace se scelta o posizionata nel modo sbagliato. Questi sono gli errori più comuni da evitare.

    1. Scegliere una tana troppo grande

    Una tana molto spaziosa non è sempre più confortevole. Alcune specie, soprattutto molti serpenti, preferiscono rifugi raccolti e aderenti al corpo, nei quali riescono a sentirsi maggiormente protetti.

    La tana deve permettere all’animale di entrare e sistemarsi comodamente, senza risultare inutilmente ampia.

    1. Utilizzare una tana troppo piccola

    Un rifugio eccessivamente stretto può rendere difficile l’ingresso, limitare i movimenti o diventare inadatto con la crescita dell’animale.

    È utile controllare periodicamente che la tana sia ancora proporzionata, soprattutto nel caso di serpenti, sauri e altri rettili che aumentano rapidamente di dimensioni.

    1. Inserire un solo rifugio senza considerare il gradiente termico

    Nella maggior parte degli allestimenti è preferibile offrire almeno una tana nella zona calda e una nella zona fredda.

    Con un solo rifugio, il rettile potrebbe essere costretto a scegliere tra la temperatura di cui ha bisogno e la sicurezza della tana.

    1. Valutare soltanto l’aspetto estetico

    Una tana può integrarsi perfettamente nell’allestimento ma risultare poco funzionale per l’animale.

    Prima dell’estetica è necessario valutare dimensioni, forma, apertura, stabilità e facilità di pulizia.

    1. Scegliere un rifugio instabile

    Una tana che oscilla, si ribalta o viene spostata facilmente può trasmettere una minore sensazione di sicurezza.

    Questo aspetto è particolarmente importante con serpenti robusti, sauri di grandi dimensioni e animali che scavano sotto gli arredi.

    1. Gestire male la tana umida

    Il materiale inserito nella tana umida deve essere umido, non fradicio.

    Un eccesso d’acqua può favorire ristagni, cattivi odori e condizioni poco igieniche. Al contrario, un substrato completamente asciutto non permette di creare il microclima desiderato.

    La tana umida va quindi controllata e gestita regolarmente.

    1. Spostare continuamente le tane

    Molti rettili si abituano alla disposizione del terrario e utilizzano i rifugi anche in base alla loro posizione.

    Spostare frequentemente le tane può rendere più difficile l’adattamento dell’animale. Durante le pulizie è preferibile riposizionarle, quando possibile, nello stesso punto.

    Conclusione

    La tana è uno degli elementi più importanti nell’allestimento di un terrario.

    Per molti rettili e anfibi rappresenta un luogo in cui riposare, sentirsi protetti, gestire la propria temperatura e trovare condizioni ambientali più adatte alle diverse fasi della giornata.

    Per scegliere il rifugio corretto non basta considerare la lunghezza dell’animale. È necessario valutare anche specie, forma del corpo, abitudini, tipo di apertura, stabilità, posizione e facilità di pulizia.

    Nella maggior parte degli allestimenti, predisporre una tana nella zona calda e una nella zona fredda permette al rettile di termoregolarsi senza rinunciare alla sicurezza. Per alcune specie può inoltre essere utile aggiungere una tana umida, da gestire e posizionare in base alle esigenze dell’animale.

    Le indicazioni riportate in questa guida rappresentano criteri generali: il comportamento del singolo esemplare rimane sempre un elemento importante da osservare nella gestione quotidiana del terrario.

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    Domande frequenti sulle tane per terrario

    Quante tane servono in un terrario?

    Nella maggior parte degli allestimenti è consigliabile predisporre almeno due tane: una nella zona calda e una nella zona fredda. In questo modo il rettile può scegliere la temperatura più adatta senza rinunciare alla protezione del rifugio. Il numero può comunque variare in base alla specie, alle dimensioni del terrario e al tipo di allestimento.

    Come capire se una tana è della misura giusta?

    La tana dovrebbe permettere all’animale di entrare, sistemarsi e girarsi senza difficoltà, mantenendo però uno spazio raccolto. Se il rettile entra a fatica, rimane parzialmente fuori o non riesce a sistemarsi comodamente, potrebbe essere necessario scegliere una misura superiore.

    Una tana può essere troppo grande?

    Sì. Alcune specie possono percepire un rifugio molto ampio come meno sicuro. Questo avviene spesso con serpenti che preferiscono tane basse e aderenti al corpo. La dimensione corretta deve offrire comfort senza creare uno spazio eccessivamente dispersivo.

    Dove va posizionata la tana nel terrario?

    Nella maggior parte dei terrari è utile collocare un rifugio nella zona calda e uno nella zona fredda. La posizione deve tenere conto del gradiente termico, della specie allevata e del sistema di riscaldamento utilizzato.

    Dove va posizionata la tana umida?

    La tana umida viene spesso collocata nella zona intermedia o leggermente calda del terrario, dove il materiale interno può mantenere l’umidità senza asciugarsi troppo velocemente. La posizione va comunque adattata alla specie e verificata controllando temperatura e umidità.

    Cosa mettere dentro una tana umida?

    Si possono utilizzare materiali capaci di trattenere l’umidità, come sfagno o fibra di cocco. Il substrato deve essere mantenuto umido ma non completamente bagnato, evitando ristagni d’acqua.

    La tana umida serve sempre?

    No. La tana umida è particolarmente utile per alcune specie, come il geco leopardino, e può aiutare molti rettili durante la muta. Non è però necessaria in tutti gli allestimenti e non sostituisce una corretta gestione dell’umidità generale del terrario.

    Quale tana scegliere per un geco leopardino?

    Per il geco leopardino è utile scegliere una tana stabile, proporzionata all’animale e con un ingresso che gli permetta di sentirsi protetto. Molti esemplari utilizzano volentieri aperture abbastanza ampie da poter osservare l’esterno. Nell’allestimento viene generalmente inserita anche una tana umida.

    Quale tana scegliere per un pitone reale?

    Il pitone reale tende a preferire rifugi bassi e raccolti. La tana deve essere abbastanza larga da permettergli di raggomitolarsi completamente, ma non così grande da risultare dispersiva. È importante che il serpente possa rimanere interamente nascosto.

    Quale tana scegliere per un serpente del grano?

    Per il serpente del grano sono indicate tane stabili, proporzionate alla crescita dell’animale e presenti sia nella zona calda sia in quella fredda. Il rifugio deve permettere al serpente di sistemarsi completamente al suo interno.

    È meglio una tana naturale o artificiale?

    Entrambe le soluzioni possono essere valide. Le tane artificiali in resina o plastica sono generalmente pratiche e facili da pulire. Cortecce e materiali naturali si integrano meglio negli allestimenti naturalistici, ma devono essere stabili e semplici da controllare durante la manutenzione.

    Perché il rettile non entra nella tana?

    Le cause possono essere diverse: dimensioni non adatte, posizione poco favorevole, temperatura errata, ingresso scomodo o semplice necessità di adattamento. Se la tana è stata appena inserita, è utile attendere alcuni giorni e osservare il comportamento dell’animale prima di sostituirla.

  • Cura e alimentazione dei baby esotici

    Cura e alimentazione dei baby esotici

    Introduzione

    La cura dei baby esotici nei primi giorni è fondamentale per garantirne una crescita sana e uno sviluppo corretto. Piccoli errori possono compromettere lo sviluppo o causare stress agli animali. Questa guida ti aiuterà a partire con il piede giusto, illustrando alimentazione, allestimento del terrario e controlli quotidiani essenziali per ogni specie.


    Alimentazione

    Ogni specie ha esigenze alimentari specifiche e dosi adatte alle loro dimensioni:

    • Gechi: offrire insetti proporzionati alla taglia, 1 volta al giorno.
    • Serpenti: prede proporzionate alla taglia, 1 volta ogni 4/6 giorni.
    • Camaleonti: offrire insetti proporzionati alla taglia, 1 volta al giorno.

    Consiglio: mai forzare il pasto. Osserva sempre l’appetito e lo sviluppo dei tuoi baby; un animale che rifiuta il cibo può essere stressato o avere problemi di salute.


    Terrario e habitat

    Un habitat corretto è cruciale per la sopravvivenza e la crescita:

    • Temperatura: mantenere tra i 26-30°C per la maggior parte delle specie, con zone più fresche per permettere la termoregolazione.
    • Umidità: mantenere tra 60-80%, variando in base alla specie (camaleonti e rane richiedono livelli più elevati). Controlla quotidianamente con igrometro.
    • Substrato: scegliere materiali sicuri, facili da pulire e non tossici. La carta bulinata è un’ottima soluzione, pratica da sostituire e igienica, ideale per i baby.

    Igiene e controllo quotidiano

    La pulizia e l’osservazione regolare sono essenziali:

    • Pulizia giornaliera di residui di cibo e escrementi, per prevenire batteri e parassiti.
    • Controllo più volte al giorno di temperatura e umidità, assicurandosi che siano sempre nei range ottimali.
    • Osservazione dello stato di salute: verifica attività, colorazione, comportamento e reazioni ai pasti. Piccoli cambiamenti possono indicare stress o problemi di salute.

    Conclusione

    Seguire queste semplici regole permette ai tuoi baby di crescere sani e forti. L’attenzione quotidiana, combinata a un’alimentazione corretta e un habitat adeguato, farà la differenza nello sviluppo dei tuoi animali. Continua a seguire le nostre guide per imparare tutto sulla cura e gestione delle diverse specie esotiche, così da diventare un allevatore consapevole e preparato.

  • Pitone Reale: Mojave

    Pitone Reale: Mojave

    MOJAVE

    Mojave di CM Reptiler presa da WOB

    MORPH DI BASE

    DOMINANTE INCOMPLETO

    SUPER FORMA:

    Super Mojave (MOJ-MOJ) Leucistico dagli occhi blu

    RIPRODOTTO PER PRIMO DA: 2000 The Snake Keeper

  • Pitone Reale: Wild Type (Ancestrale)

    Pitone Reale: Wild Type (Ancestrale)

    Vediamo ora di parlare del Pitone Reale nella sua forma Ancestrale, ovvero il Pitone Reale che noi troviamo in natura.

    Il Pitone Reale (Python Regius) viene anche chiamato Pitone Palla o Ball Python.
    Come abbiamo già spiegato nel paragrafo della genetica a mio avviso il pitone reale ancestrale è un vero e proprio portento di genetica, in quanto non si troverà mai e poi mai un esemplare uguale all’altro; avrà sempre delle differenze di pattern, ovvero le “macchie” e di colori.

    Ancestrale di Fulvia Pastore e Ancestrale di Luca Perdicchia

    Pitone Reale Ancestrale: caratteristiche

    Le dimensioni vanno da 120 cm a 190cm (rari esemplari). La vita media è di circa 20/30 anni.
    Principalmente il Pitone Reale presenta una colorazione che va dal nero al marrone scuro, con “macchie” dal marrone chiaro, persino arancio e a un giallo brillante, il ventre invece crema/avorio con macchie nere.
    Il Pitone Reale ha un corpo abbastanza tozzo.
    La testa del Pitone Reale di fondo nera/marrone scuro, ha una bellissima linea dal marrone chiaro al giallo brillante che attraversa tutta la lunghezza del cranio, dalle narici alla fine della stessa.

    Ancestrale di Antonello Stambè

    Mentre invece vedremo la parte inferiore bianca. Di solito ha una macchia marrone più chiara sulla testa (corona).
    Gli occhi sono belli grandi ma proporzionati alla testa e di colore nero/marrone scuro.
    Quando entrerà in muta gli occhi saranno blu/grigi.

    Il corpo è a base nera fino a un marrone abbastanza scuro.

    Ancestrale di Corinna Giachi e Ancestrale di Armando De Quartery

    Può presentare delle macchie “a tratteggio” lungo la colonna vertebrale, tendenzialmente a finire con uno stripe nell’ultimo tratto del corpo; ma come dicevamo sono tutti molto differenti e ci possono essere anche esemplari che non presenteranno macchie o poche o disposte diversamente.

    Ancestrale di Massimo Matteucci e Ancestrale di Mizio Stellin

    Così anche per le macchie che troviamo sul fianco, di solito di forma “triangolare” dal marrone chiaro, arancio e giallo brillante; in cui potremo vedere delle macchiette al loro interno di colore nero/marrone; queste macchie possono presentare una linea di contorno bianca che le farà risaltare.
    Queste “macchie”laterali vengono chiamate “Teste Aliene” in quanto ricordano davvero un alieno con due grandi occhi!

    Ancestrale di Omar Garavelli

    Il ventre invece è bianco avorio/crema disseminato di “macchie” e striscette nere.
    Il colore degli esemplari selvatici varia enormemente tra le diverse popolazioni, con individui pezzati e persino albini che secondo quanto riferito si incontrano più frequentemente del solito tra le altre specie di serpenti.
    Le savane del Ghana sono note per la loro predominanza di Pitoni Reali giallo-arancio, che sono molto favoriti nel commercio.

    Ancestrale di Luigi Boi

    Il Pitone Reale è originario dell’Africa Sub Sahariana Occidentale dal Senegal, Mali, Guinea-Bissau, Guinea, Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio, Ghana, Benin e Nigeria attraverso Camerun, Ciad e Repubblica Centrafricana fino a Sudan e Uganda, può essere trovata anche nelle foreste pluviali del Ghana sud- occidentale. Il pitone reale è considerata una specie invasiva.

    Pitone Reale Ancestrale: curiosità

    Immagine di National Geographic

    La fauna associata al Pitone Reale comprendeva: Chiocciole di terra giganti, Rospi (Bufo sp.). Rane, Gechi (Hemidactylus sp), Scinco dalla coda rossa, Scorpioni (Pandinus sp.), Millepiedi giganti e millepiedi, Cobra neri (sputatori) (Naja nigricollis), Sbuffo vipera (Bitis arietans) e un colubride non ancora identificato.

    Immagine di National Geographic

    Articolo di
    Pamela Scarano di Recessive Creation
    Ignazio Di Giacomo di Di Giacomo Reptiles
    Omar Garavelli di Snake Your Head

    Fonti:
    SURVEY OF THE STATUS AND MANAGEMENT OF THE ROYAL PYTHON (Python regius) IN GHANA
    Dr Stefan GORZULA Consultant, CITES Secretariat Mr William Owusu NSIAH Wildlife Department Accra – Ghana and Dr William ODURO Institute of Renewable Natural Resources University of Science and Technology Kumasi – Ghana

    Immagini del Pitone Reale in natura/farm prese da un articolo del National Geographic.

  • Pitone Reale: Albino

    Pitone Reale: Albino

    Albino Aka Amelanistico

    TIROSINASI (T-)
    MORPH RECESSIVO
    PRIMA RIPRODUZIONE 1992 Bob Clark Reptiles

    Pitone Reale Albino: caratteristiche

    L’albino è stata la prima mutazione recessiva del Pitone Reale.
    Gli Albini sono Amelanistici, ovvero senza pigmenti scuri, da non confondersi con il Lavander Albino e con il Caramel Albino che sono t+.

    Un Reale Ancestrale ma giallo e bianco brillante con occhi rosa/rossi.
    Sono anche uno dei primi morph di Pitone Reale recessivo a diventare accessibile a molti collezionisti.

    Babies a confronto: ancestrale di Be Stam e Albino di Angelo Pietroni

    Gli Albini standard sono disponibili in un paio di varietà, ad alto contrasto (high contrast) e basso contrasto (low contrast).
    È difficile capire la differenza da piccoli perché alla nascita presentano tutti un contrasto molto elevato tra il giallo brillante e il bianco, ma gli albini a basso contrasto perderanno lentamente il loro bianco, diventando un serpente quasi completamente giallo da adulto. I Reali ad alto contrasto invece, manterranno il loro forte contrasto anche da adulti.
    La differenza la fa negli abbinamenti che creano l’albino. Per produrre albini ad alto contrasto è necessario allevare selettivamente het ad alto contrasto.

    Pitone Reale Albino: albini high contrast

    Questi albini allevati in modo selettivo sono caratterizzati da una colorazione giallo zafferano e bianco opalescente. Il contrasto è più netto di quello di un normale albino e i pigmenti bianchi e gialli mostrano una maggiore profondità di colore. Gli albini adulti ad alto contrasto mantengono un maggior contrasto con poco sbiadimento. Bisogna vedere questa metamorfosi di persona per cogliere la distinzione tra albini “normali” e tipo ad alto contrasto.

    Adulti a confronto: ancestrale di Be Stam e Albino High Contrast di Niccolò Asso

    Albino x Albino:
    100% Albino

    Albino x Ancestrale:
    100% Het Albino

    Ancestrale x Ancestrale Het Albino:
    100% Ancestrale 50% Het Albino

    Ancestrale het Albino x Ancestrale Het Albino:
    25% Albino
    75% Ancestrale 66% Het Albino

    Albino x Ancestrale het Albino:
    50% Albino
    50% Ancestrale Het Albino


    Articolo di
    Pamela Scarano di Recessive Creation
    Ignazio Di Giacomo di Di Giacomo Reptiles
    Omar Garavelli di Snake Your Head

    Nelle foto: Ancestrali di Be Stam a confronto con Albino adulto di Niccolò Asso e baby di
    Angelo Pietroni.